Ci sono uomini che attraversano la storia impugnando una spada e altri che la cambiano scegliendo di deporla. Francesco d’Assisi appartiene a questi ultimi. Nel tempo segnato dalla violenza delle armi, dal desiderio di conquista e dalla ricerca del prestigio, scelse di disarmarsi. Non soltanto esteriormente: depose le proprie ambizioni, rinunciò alle sicurezze, si liberò dall’illusione di poter possedere la vita. E proprio così cominciò a esercitare un incanto destinato a non spegnersi.
A ottocento anni dalla sua morte, Francesco continua a parlarci. Lo fa con la forza mite di chi non ha lasciato trattati sistematici né costruito strategie di potere, ma ha preso sul serio il Vangelo fino a farne carne, passo, incontro. La sua esistenza sembra ancora attraversata da una tensione feconda: tra il giovane che sogna la gloria cavalleresca e l’uomo che abbraccia il lebbroso; tra la spada desiderata e la fraternità scelta; tra il bisogno di affermarsi e la libertà di farsi piccolo.
È dentro questa tensione che si colloca La spada e l’incanto. Sulle orme di Francesco d’Assisi, il concerto-spettacolo che domenica 2 agosto 2026, alle ore 20.30, sarà presentato in piazza Pio XI a Nardò, nella ricorrenza del Perdono di Assisi.
L’iniziativa, curata dal M.U.DI.NA. – Museo Diocesano di Nardò, conduce il pubblico lungo le orme del Santo attraverso il dialogo tra parola, teatro e musica. In scena Fabrizio Saccomanno e Massimo Donno, interpreti di un racconto scritto da Fabrizio Pugliese e Fabrizio Saccomanno, accompagnato dalle musiche e dalle canzoni originali di Massimo Donno. Lo spettacolo è prodotto da Ura Teatro e Art&Lab Lu Mbroia.
Non si tratta semplicemente di ricordare un personaggio lontano o di rendere omaggio a una delle figure più amate della spiritualità cristiana. Seguire le orme di Francesco significa lasciarsi ancora interrogare dalla radicalità delle sue scelte. Che cosa resta quando smettiamo di difendere a ogni costo ciò che crediamo di possedere? Quale libertà può nascere quando non abbiamo più bisogno di prevalere? E quale forza si sprigiona da una vita che rinuncia alla violenza per imparare nuovamente a chiamare ogni creatura “fratello” e “sorella”?
La data scelta aggiunge allo spettacolo un significato particolare. Il 2 agosto la tradizione francescana celebra il Perdono di Assisi, nato dal desiderio di Francesco che nessuno fosse escluso dalla possibilità di ricominciare. Il perdono, nella sua intuizione, non è una facile cancellazione del male né una scorciatoia che evita la responsabilità. È piuttosto una porta riaperta, la possibilità offerta all’uomo di non rimanere prigioniero della propria storia.
Forse è proprio questo l’incanto di Francesco: aver mostrato che il Vangelo può diventare una forma concreta dell’esistenza e che la pace comincia sempre da qualcuno disposto a deporre la propria spada. Quella visibile, certamente, ma anche quelle più sottili che portiamo nelle parole, nei giudizi, nelle relazioni e nella pretesa di avere sempre ragione.
A ottocento anni dalla sua morte, mettersi sulle sue orme non significa rifugiarsi nella nostalgia. Significa domandarci se siamo ancora capaci di lasciarci disarmare e se, in un tempo che sembra conoscere soprattutto il linguaggio della forza, possiamo tornare a credere nell’incanto fragile e tenace della fraternità.
L’ingresso allo spettacolo ha un costo di 10 euro. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare il numero 392 664 9584, scrivere a info@mudina.it oppure acquistare il biglietto tramite Eventbrite.
