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Diocesi di Nardò Gallipoli

Sant’Agata unisce Gallipoli e Catania: fede e fraternità nel segno di una storia lunga nove secoli
Gallipoli e Catania rinnovano il loro legame nel nome di Sant’Agata, tra il ritorno delle reliquie, il gemellaggio e le solenni celebrazioni.
Palazzo Balsamo Gallipoli – Gemellaggio tra la città di Gallipoli e di Catania – 8 agosto 2026 – ph. Martina Carrozza

Il Giubileo Agatino inaugurato lo scorso 5 febbraio, è stato indetto nel ricordo di due eventi molto importanti non solo per la Basilica Cattedrale di Sant’Agata, ma per tutta la Città di Gallipoli e per l’intera Comunità Diocesana. Infatti nel corso del 2026 ricorrono il terzo centenario della Dedicazione della Basilica Cattedrale della Bella Città ad opera dell’allora vescovo di Gallipoli Mons. Oronzo Filomarini, e il nono centenario del passaggio delle Reliquie di Sant’Agata dai nostri lidi, durante il viaggio di ritorno da Costantinopoli a Catania. Proprio per celebrare quest’ultimo importante evento di grazia che ha sancito l’inizio di un legame forte tra Sant’Agata e Gallipoli, un rapporto che ancora vive dopo nove secoli ininterrottamente, sono giunte straordinariamente nella Bella Città, recate da una delegazione dell’Arcidiocesi di Catania capitanata dall’Arcivescovo Mons. Luigi Renna, le insigni reliquie della Mammella e del Velo di Sant’Agata, custodite nel famoso sacello nella Cattedrale etnea.

Storia

Nel 1040 il generale bizantino Giorgio Maniace trafugò le reliquie di Sant’Agata portandole a Costantinopoli dove rimasero per oltre ottanta anni.

Una spedizione capeggiata da due uomini coraggiosi, Goselmo e Giliberto, nel mese di agosto dell’anno 1126, recuperò le sacre reliquie e si mise in viaggio verso la Sicilia.

La tradizione vuole che, l’8 agosto, a meno di dieci giorni dal suo rientro in patria, la spedizione si sia fermata proprio a Gallipoli dove venne lasciata una delle due mammelle strappate alla giovane martire catanese. Fu quello il momento in cui la vita di Gallipoli si legò in maniera forte e duratura con il nome di Agata, con il suo esempio e con la sua intercessione.

Oggi tale insigne reliquia, purtroppo, è conservata presso la Basilica di Santa Caterina a Galatina, esposta nelle vetrine del piccolo museo attiguo alla sacrestia; infatti, Raimondello Orsini del Balzo, principe di Taranto, volle appropriarsene con la forza non riuscendo, tuttavia, a recidere quel fortissimo amore che lega la comunità ecclesiale di Gallipoli e dell’intera chiesa locale con Sant’Agata.

Prima prova della devozione dei gallipolini per Sant’Agata è proprio la nuova Cattedrale costruita nel cuore del XVII secolo sul sito di un precedente tempio ormai fatiscente, nel cuore dell’isola antica. Cuore pulsante della vita ecclesiale gallipolina, la Cattedrale conserva numerose testimonianze pittoriche e scultoree che hanno come protagonista la giovane vergine e martire catanese; il grande dipinto di G.A. Coppola raffigurante la scena del martirio della Santa, il ciclo pittorico ad opera di N. Malinconico che narra il prodigioso ritrovamento della mammella sul litorale gallipolino, il busto argenteo realizzato a Napoli dall’argentiere F. Manzone nel 1759, le formelle in carparo distribuite nelle navate sulle quali è scolpita la storia del viaggio di ritorno delle sacre reliquie da Costantinopoli a Catania con la sosta gallipolina, sono solo alcuni esempi di come, attraverso i secoli, l’amore dei gallipolini per la loro patrona non sia mai venuto meno.

Il triduo di preparazione

Le celebrazioni dell’8 agosto, nono centenario dell’approdo a Gallipoli delle reliquie di Sant’Agata, sono state precedute da una tre giorni di preparazione che ha visto la comunità gallipolina unita nella preghiera, nell’ascolto della Parola, nell’adorazione eucaristica. Con Sant’Agata, infatti, si è voluto non solo rinnovare la professione di fede nel Signore Gesù morto e risorto per la nostra salvezza, ma si è anche resa forte la necessità di fermarsi e di approfondire l’ascolto della Sua Parola, di cercare uno spazio di colloquio profondo nella preghiera di adorazione, di imitare Sant’Agata nella fedeltà del suo rapporto con lo Sposo Divino.

Un tempo di preparazione immediata ed intensa, dal forte valore ecclesiale e spirituale, per fare spazio alla vera essenza di queste giornate di festa che, lungi dal voler essere una semplice rievocazione, sono state il momento propizio per fare il punto sul cammino di fede della nostra comunità alla scuola dei Santi.

Presentazione del volume “Congettura sull’approdo delle reliquie di Sant’Agata vergine e martire a Gallipoli”

Non sono mancati, nel corso della preparazione immediata all’arrivo delle Reliquie, dei momenti dalla forte valenza culturale. Nella serata del 5 agosto si è tenuta la presentazione di uno straordinario lavoro editoriale a cura degli storici Elio Pindinelli e Mario Cazzato. È stata realizzata, infatti, grazie ad un lavoro di sinergia tra l’Associazione Gallipoli nostra, Prospettive Editore ed Edizioni ArtWork Cultura, una ristampa anastatica con traduzione a fronte dal latino, dell’opera scritta dal sacerdote catanese Giovanni Battista Grossi nel 1656 e intitolata “De appulsu Reliquiarum S. Agathae virginis et martyris Catanensis Callipolim Coniectatio”.

La pubblicazione, impreziosita non solo da una premessa dei curatori, ma anche delle prefazioni scritte dall’Arcivescovo di Catania e dal Vescovo di Nardò-Gallipoli, si pone come una fonte storiografica particolarmente rilevante nella ricostruzione del viaggio compiuto dalle reliquie di Sant’Agata nel loro ritorno in patria. L’autore, inoltre, riconosce in Gallipoli il luogo nel quale la spedizione approda prima di giungere in Sicilia e, con perizia, elabora una ricostruzione logica che ben si integra con quanto trasmessoci dal vescovo della diocesi etnea Maurizio.

Prima esecuzione dell’Oratorio sacro “L’Amazzone Celeste – Agata sposa di Cristo”

La sera del 7 agosto è giunta da Catania la delegazione guidata dall’Arcivescovo Mons. Luigi Renna e dal Sindaco del capoluogo etneo Avv. Enrico Trantino. Ad accogliere la delegazione il nostro Vescovo, Mons. Fernando Filograna e il Sindaco della Bella Città, Avv. Flavio Fasano.

Agli ospiti catanesi è stata offerta, come primo atto di benvenuto, l’esecuzione da parte dell’Orchestra Terra del Sole, dell’Oratorio Sacro dal titolo “L’Amazzone Celeste – Agata Sposa di Cristo” diretto dal Maestro Enrico Tricarico. In una Cattedrale gremita nonostante il caldo torrido, è echeggiata la narrazione del martirio di Sant’Agata, resa ancora più solenne dal connubio tra l’arte delle note ed i testi adattati nella lingua corrente da Mons. Piero De Santis, parroco della Basilica Cattedrale.

Il titolo scelto per l’opera, richiama il più antico oratorio dedicato a Sant’Agata, datato 1669 e attribuito a Giuseppe Tricarico. Da quella prima testimonianza nacque una straordinaria tradizione oratoriale che raggiunse il suo massimo splendore nel XVIII secolo, della quale sono conservati ancora gli antichi libretti.

Il Maestro Enrico Tricarico ha saputo, in questa sua opera, utilizzare linguaggi contemporanei in dialogo con le tradizioni rinascimentali, barocche e romantiche, trasmettendo emozioni fortissime nel pubblico che si è dimostrato entusiasta dell’esperienza vissuta.

Il ruolo della Santa è stato affidato al soprano Maria Luisa Casali, il ruolo di Quinziano è stato interpretato dal tenore Federico Buttazzo, mentre il baritono Carlo Provenzano ha prestato la voce al consigliere Publio.

La narrazione è stata affidata a Caterina De Vita, nel ruolo de L’Istoria.

Ad accompagnare il racconto, infine, la Religione, la Virtù e il Coro degli Angeli, interpretati dal Gruppo Vocale Viri Cantores de Finibus Terrae, preparati dal M° Giuseppe Lattante.

Gemellaggio tra le città di Catania e di Gallipoli

La mattina di sabato 8 agosto, presso il Palazzo di Città, a pochi passi dalla Basilica Cattedrale, è stato firmato il patto di gemellaggio tra i Comuni di Catania e di Gallipoli, uniti in maniera forte dall’amore per Sant’Agata e da una serie di aspetti comuni dal punto di vista culturale, sociale, storico e culturale. Nell’aula consigliare “B. Mazzarella”, erano presenti i membri della delegazione catanese e le Autorità civili e militari di Gallipoli.

Lo stallo della presidenza è stato occupato dai Sindaci dei due Comuni, gli Avvocati Enrico Trantino e Flavio Fasano ai quali si sono affiancati l’Arcivescovo etneo Renna e il nostro Vescovo, Mons. Fernando Filograna.

Dopo il canto dell’Inno di Mameli e i saluti istituzionali caratterizzati da cordialità e affabilità da entrambe le parti, si è preceduto alla lettura del patto di gemellaggio siglato poi in quattro copie originali che si conservano negli archivi dei rispettivi Comuni e delle rispettive Diocesi.

Accanto al Sindaco Flavio Fasano, erano presenti numerosi membri della Giunta e del Consiglio Comunale gallipolino. Per la delegazione civica catanese, invece, erano presenti, oltre al sindaco Enrico Trantino, l’assessore alle Pari Opportunità e Politiche Giovanili Viviana Lombardo, il Presidente del Comitato per la Festa di Sant’Agata, Carmelo Grasso, e il sovrintendente del Teatro Massimo Bellini di Catania, Giovanni Cultrera di Montesano.

Il tradizionale scambio di doni è stata l’occasione per affermare a più riprese come l’atto di gemellaggio non è una semplice formalità, ma lo strumento per avviare un lavoro condiviso, puntando alla crescita dei due territori che vedono nella patrona comune, un esempio fulgido di coerenza nella difesa dei propri valori e di coraggio nella costruzione di un futuro migliore.

Terminata la seduta nella sala consigliare, presso il Teatro Garibaldi si è tenuta l’inaugurazione della esposizione fotografica “Sant’Agata. Tra emozione e identità” di Fabrizio Villa, allestita da ArtWork in collaborazione con il FAI.

L’arrivo delle reliquie e la Solenne Concelebrazione eucaristica

Puntuali, alle ore 19.30, a novecento anni esatti dal loro primo approdo sulle nostre coste, le insigni reliquie della Mammella e del Velo di Sant’Agata, a bordo di una imbarcazione messa appositamente a disposizione dalla Guardia Costiera, sono giunte nel molo adiacente la sede della Capitaneria di Porto di Gallipoli. A recarle, l’Arcivescovo Mons. Luigi Renna e Mons. Vincenzo Branchina, Mons. Barbaro Scionti e il Can. Pasquale Munzone, rispettivamente vicario generale, parroco della Cattedrale e Cerimoniere dell’Arcidiocesi di Catania.

Sulla banchina, assieme ai membri delle confraternite e degli altri sodalizi, fedeli, seminaristi, religiose, numerosi sacerdoti e, naturalmente, Mons. Fernando Filograna nostro vescovo che, prendendo la parola, dà a nome di tutta la Chiesa locale il suo benvenuto a Sant’Agata esprimendo sia la gioia per questo evento di grazia, sia il desiderio di voler seguire la giovane martire nel cammino di sequela del Signore Gesù.

Presenti anche le Autorità civili e militari con a capo il Sindaco di Gallipoli che rivolge il suo indirizzo di saluto evidenziando come “il primo miracolo che ha compiuto Sant’Agata è la presenza e la testimonianza di rettitudine che Ella ha rappresentato” e che proprio per questo “sta nei cuori di ogni gallipolino”.

Sant’Agata – ha continuato – appartiene allo stesso modo di Catania, solo a Gallipoli”.

Si è quindi snodata la solenne processione che ha condotto, tra inni e preghiere, le insigni reliquie all’interno della Basilica Cattedrale tra l’emozione e la commozione di tutti i partecipanti.

Pensieri, preghiere, palpiti del cuore sono stati consegnati da ciascuno dei presenti a Sant’Agata, perché potessero giungere, forti della sua intercessione, presso il cuore di Dio. Persino i turisti, molto spesso indifferenti davanti a queste pratiche religiose, sono stati travolti dal clima di commozione generale espresso dal canto degli antichi inni dedicati a Sant’Agata, dal suono festoso delle campane, dai palloncini rossi e bianchi che i bambini hanno voluto lasciar volare verso il Cielo al passaggio delle Reliquie. E quando le Reliquie hanno varcato la soglia della Cattedrale, un forte, spontaneo applauso ha salutato questa presenza tanto attesa quanto sentita.

Poco dopo aver collocato le Reliquie sull’Altare di Sant’Agata, ha avuto inizio la Solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta da Mons. Luigi Renna e concelebrata dal nostro vescovo Fernando, da Mons. Andrea Andreozzi, vescovo di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola e dai numerosi sacerdoti presenti.

Durante l’intensa omelia, Mons. Renna ha portato i presenti a riflettere che si sta compiendo “un gemellaggio tra due Chiese e due Citta, non è perché siamo stati noi a creare questo evento, ma perché lo aveva già creato Sant’Agata e noi dobbiamo solo confermarlo”. Il prelato, citando tra l’altro la testimonianza del suo predecessore Maurizio custodita nell’archivio della diocesi di Catania, ha ribadito che il culto a Sant’Agata unisce da secoli le due comunità che, ciascuna a suo modo, eleva nei primi giorni di febbraio di ogni anno, l’inno della lode, del ringraziamento e della supplica alla celeste patrona. E per suggellare in maniera ancora più forte il legame che unisce Sant’Agata a Gallipoli, Mons. Luigi Renna ha annunciato di donare alla nostra Chiesa locale una insigne Reliquia ex capite di Sant’Agata, recentemente reperita durante i lavori di restauro dell’antico busto reliquiario tanto caro ai fedeli catanesi.

Ricevere una Reliquia – ha affermato l’Arcivescovo – significa ricevere una fisicità che si fa guardare, incontrare, toccare. È l’esperienza umana che ha bisogno di questo ed è l’esperienza che ci porta a entrare in relazione con gli altri”.

Al termine della Celebrazione Eucaristica, al canto del Te Deum, le Sacre Reliquie sono state portate in processione attraverso le navate della Cattedrale insieme al busto argenteo recato a spalla da quattro sacerdoti originari di Gallipoli o impegnati nella pastorale nella Bella Città, sino a giungere dinnanzi alla grande tela del Coppola, ponendosi idealmente davanti alla scena del martirio che Agata subì per essere stata fedele al Suo Sposo e Signore. Qui, coralmente, si è elevato il canto del responsorio e dell’antifona “Stans Beata Agatha” che ha preceduto la solenne benedizione.

Sino a notte inoltrata, si è registrata la presenza di numerosi fedeli che si sono avvicendati nel rendere omaggio alle Reliquie in un clima di silenzio e di preghiera.

La celebrazione conclusiva

Alle ore 10.00 di Domenica 9 agosto, è stato il nostro vescovo Mons. Fernando Filograna a presiedere l’Eucaristia che ha preceduto la partenza delle Reliquie.

La liturgia della Parola della XIX Domenica del Tempo Ordinario ha offerto lo spunto al nostro vescovo per una riflessione di natura umana ed ecclesiale. Prendendo in prestito le parole di Papa Benedetto XVI, è stato sottolineato come “il mare simboleggia la vita presente, l’instabilità del mondo visibile, la tempesta indica ogni sorta di tribolazione, di difficoltà che opprime l’uomo, la barca, invece, rappresenta la Chiesa costruita da Cristo e guidata dagli Apostoli”. La certezza che la Chiesa sia di Cristo pone ciascuno di noi nella sicurezza data dalla presenza del Signore che, se da un lato ci rassicura, dall’altro ci responsabilizza e ci chiama ad essere membra vive e fedeli, proprio come lo è stata Sant’Agata sino al martirio.

Prima della Benedizione finale, il parroco della Cattedrale Mons. Piero De Santis, ha rivolto il suo saluto alle Reliquie, ricordando che il legame che unisce Gallipoli alla sua Patrona è qualcosa di forte, radicato nel tempo, inciso nel cuore dei più piccoli, dei giovani, delle famiglie e degli anziani.

Citando le parole del celebre inno che accompagna la nostra preghiera, si è rivolto direttamente alla giovane vergine e martire catanese: “Signora di Gallipoli, dal tuo celeste empireo, la tua seconda patria Tu vegli in questo esilio, Tu porti alla vittoria. Proteggi Tu Gallipoli che ognor s’affida a Te”.

Come ricordo imperituro della permanenza delle Reliquie della Mammella e del Velo in queste due giornate, è stato donato alla Cattedrale di Catania il busto in cartapesta protagonista della peregrinatio che si sta svolgendo in questo anno agatino nelle parrocchie e negli oratori confraternali di Gallipoli e della Diocesi.

Mons. Luigi Renna ha rivolto il suo saluto finale consegnando il reliquiario contenente la Reliquia ex capite della nostra Patrona, così come preannunciato nell’omelia della sera precedente.

Alla fine della Celebrazione, dopo aver la Benedizione impartita dai due presuli, le insigni Reliquie hanno lasciato la Cattedrale mentre ciascuno, con il cuore gonfio di gioia e con il viso segnato da qualche lacrima di commozione, ha rivolto ancora una volta il suo saluto nel canto, utilizzando le parole che i nostri padri ci hanno consegnato:

Salve, Agata, martire inclita,
della fede augusta eroina,
di quest’alma al precor s’inchina,
per l’eccelso tuo santo martir.

Dal suo mare vetusto sull’onda,
pur Gallipoli trasfonde i concenti
esultando in sì lieti momenti,
con Catania divide l’onor”.

Il Giubileo agatino continua

Il Giubileo agatino prosegue.

Innanzitutto, alle solite condizioni indicate dalla Chiesa è possibile ottenere ancora il dono dell’Indulgenza plenaria mentre, nel prossimo mese di ottobre sarà reso pubblico il programma delle Celebrazioni legate ai trecento anni della Dedicazione della “nuova” Cattedrale.

Nelle prossime settimane, inoltre, una delegazione ufficiale partirà da Gallipoli alla volta di Catania per ricambiare la visita e dare compimento alla prima fase del gemellaggio.

 

 

 

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