Per secoli è rimasto nascosto tra le stratificazioni della torre campanaria della Chiesa Matrice. Oggi l’antico orologio pubblico di Parabita torna a raccontare una pagina pressoché sconosciuta della storia cittadina e, più ampiamente, della misurazione del tempo nel Salento.
La scoperta sarà al centro dell’incontro in programma lunedì 3 agosto, alle ore 20.30, in piazza Vittoria a Parabita. Nel corso della serata sarà presentato il volume Parabita. Un orologio per dominare il tempo, firmato da Marcello Gaballo e Armando Polito: un lavoro che ricostruisce la storia del rarissimo orologio meccanico realizzato nel 1554 per volontà del feudatario Pirro Castriota Granai.
A restituire alla città questa testimonianza sono stati i recenti interventi di restauro della torre campanaria. Rimuovendo il quadrante dipinto e la relativa epigrafe dedicatoria, i lavori hanno consentito agli studiosi di identificare con certezza l’esistenza di un antico orologio pubblico a ventiquattro ore, regolato secondo il cosiddetto sistema italico. Si tratta di una modalità di computo del tempo diffusa in età moderna, ma oggi quasi del tutto scomparsa, della quale sopravvivono pochissimi esempi in Italia.
Il restauro del 2025 ha inoltre riportato alla luce alcuni lacerti pittorici di particolare interesse, tra i quali le figure simboliche del Sole e della Luna. Sono elementi che permettono di intuire la ricchezza decorativa del quadrante originario e di collocare l’opera parabitana in dialogo con altri importanti esempi coevi presenti a Firenze, Padova e Ravenna.
Quello riemerso sulla torre della Chiesa Matrice non era, tuttavia, soltanto uno strumento destinato a scandire le ore. Visibile dall’intero abitato e sostenuto anche dal contributo economico della popolazione, l’orologio regolava la vita quotidiana della comunità. Il tempo naturale diventava così tempo condiviso: orientava il lavoro, gli incontri, le pratiche religiose e l’organizzazione civile del paese. Scienza, arte e fede trovavano espressione in un unico dispositivo pubblico, capace di rendere visibile l’ordine della vita comunitaria.
La pubblicazione inaugura la collana Quaderni della Chiesa Matrice di Parabita, diretta dal parroco don Santino Bove Balestra e promossa dalla comunità parrocchiale per far conoscere e valorizzare la storia, l’arte e le testimonianze del patrimonio religioso cittadino. Il volume gode del patrocinio dell’Amministrazione comunale di Parabita, che ha contribuito anche alle spese di stampa.
Alla presentazione interverranno don Santino Bove Balestra, parroco della Chiesa Matrice; Stefano Prete, sindaco di Parabita e assessore alla Cultura; e Marcello Gaballo, coautore del volume.
La riemersione dell’antico quadrante restituisce alla città molto più di un reperto. Riporta alla luce il modo in cui la Parabita del Cinquecento percepiva e organizzava il tempo, aggiungendo un nuovo tassello alla conoscenza della sua storia. Una storia rimasta a lungo celata tra le pietre della torre e che ora torna a essere patrimonio dell’intera comunità.
